Trinoro.it

"La Val d'Orcia sta sollevata in alto tra due montagne come una grossa scodella di creta azzurra; oltre le montagne le terre scendono rapidamente al mare o nelle profonde vallate dell'interno.
L'aria volteggia con temperature più dure di tutte quelle del resto del Centro Italia, le piogge cadono fuori dai bordi della scodella e il maltempo le gira intorno.
È un vantaggio fare il vino nella stranezza climatica perché le viti si comportano in maniera distorta e i vini sono sorprendenti. Chi arriva in un luogo vergine e deserto come la Val d'Orcia trova immagini potenti che vengono fuori da forze senza nome. Un viticoltore può corteggiare queste immagini per anni senza capirle mai del tutto, ma intanto trasmette uno stile unico ai suoi vini".

DAL NOSTRO DIARIO DI VENDEMMIA

17 settembre
Il giallo aleggia nell'aria della Val d'Orcia, i giorni sono solenni: autunno! Le uve vanno avanti e la stanchezza delle piante che hanno ormai fatto il loro corso inizia a farsi notare. Da
qualche giorno cerco negli appezzamenti e assaggio per capire che tipo di maturità sale nel merlot.
Dopodomani credo che sapremo quando vendemmiare, almeno un paio di pezze, magari tre o quattro.
22 settembre
Dopo il caldo africano di quest'estate il terreno è da mesi arido; tirandolo via, qualche chicco era apparso resistente e insieme un po' floscio. Poi sono arrivati due giorni di pioggia mentre le piante tiravano bene; i sapori crescevano e ho aspettato fino a oggi.
Vendemmio grosse quantità di super merlot, con chicchi piccoli e bucce forti, appena maturo ma così lanciato che evolve anche mentre sta nelle cassette. Gli zuccheri sono bassi, bassa è l' acidità. Vendemmia senza sapori "bleu". Quest'anno è uno di vini scuri e solidi.
Si vede in cantina quanto la luna spinge perché i succhi delle uve che che arrivano diventano più scuri nei bicchieri del laboratorio nell'arco di una mattina; l'acidità cala, cala. La notte siamo ancora a riempire i carri di casse, inciampando nella terra dura nel vento sotto fari del trattore.
24 settembre
Ultima immagine, la sera: tagliano in fretta l'uva nella brina sotto la luna che corre via. Fa freddo, il merlot è finalmente finito, 455 quintali di caviale beluga.
2 ottobre
È ventoso e grigio. Il merlot che fermenta ha un colore rosso imperiale che si nasconde nel succo nero; bucce spesse ci hanno fatto spingere e immergere e siamo al decimo giorno di fermentazione delle prime vasche che abbiamo riempito. Il vino si versa come lubrificato; ha preso diversi strati di sapore stando a contatto con la materia spessa che ancora cede struttura.
Il secondo gruppo di vasche di merlot, colto soltanto 3 giorni dopo, contiene un liquido un po' più fruttato, liscio e senza fondo.
9 ottobre
C'è la solita attesa per il secondo tempo, quello del cabernet franc e quest'anno sembra più lunga. Fino ad una settimana fa eravamo tornati nella polvere. Poi è venuta giù per qualche giorno la pioggia: leggera, a più riprese, poi violenta, frustata sui teloni davanti alla cantina. Insieme all'acqua è arrivata aria calda, foriera di funghi e muffa; le macchine avanzano nel fango spruzzando nuvole di propoli. Ora è uscito il sole. Le bucce delle uve sono ancora molto forti; aspetto.
12 ottobre
Oggi, vendemmia! Puntuale, opportunista e azzeccata: 170 quintali di super cabernet franc, con tanta gente per fare in tempo prima dei 3 giorni previsti di pioggia. Ma con quello che c'è in cantina si potrebbe già fare il Tenuta di Trinoro e due cru: Tenaglia e Magnacosta. Sulla montagna sta ancora a rischio il mio vino di Camagi ma le uve le lascio ancora appese, gli manca ancora qualcosa.
18 ottobre
Il 16 la violenta ed improvvisa maturazione delle uve che aspettavo. Entra perfetto in cantina il Camagi. Il pH del suo cabernet franc balza da 3.60 a 4.26, il più alto che abbiamo visto, credo. Raccolto poi tutto il cabernet franc rimasto in vigna, tra oggi e ieri, Anche qualche pezzatura di cabernet sauvignon di fronte alla cantina dove ho visto un paio di grappoli con un po' di muffa, lo faccio cogliere e lo fermento in due vasche mescolato al cabernet franc. Ho spruzzato il resto del cabernet sauvignon con la cera, per me che stia li per una bella vendemmia a luna piena, verso il 26, insieme al petit verdot che cresce sulla montagna.
26 ottobre
Raccogliamo un formidabile cabernet sauvignon e petit verdot, che sulla montagna si sono fatti una magnifica settimana di freddo. Da soli farebbero tutto un'altro vino; invece si mescoleranno in qualche modo con il franc e il merlot, nel Tenuta di Trinoro.
2 novembre
Ho assaggiato tutti i vini, ed abbiamo avuto un'annata elegante e misurata, che contiene un senso di sincerità e complessità delle uve raccolte. Il merlot è complesso e squisito, il cabernet franc colto prima del 13 ottobre è attraente, di frutta scura e di gran freschezza e quello colto dopo il 13 è liscio, chissà che ha dentro; pare senza fondo. È difficile avere un vino insieme maturo e così agile, succede da qualche anno per via dell'effetto tropicale.
È stata un'annata di energia delle piante: dopo una calda e secca estate hanno assorbito bene tutta la pioggia che le ha irrobustite. Non ci sarà né grossezza né l'alcool che viene da un agosto caldo. Sono felice perché ho azzeccato e sfruttato bene le piogge. Ieri è tornato il freddo e questa sera, fuori in mezzo alla valle mi capita di scorgere con chiarezza la natura che sta agendo. Si potrebbe anche morire dopo una vendemmia così.

Andrea Franchetti